I tarocchi. Origini e simbologia

Introduzione allo studio simbolico dei tarocchi

  1. Premessa. 2. Le varie teorie sull’origine dei tarocchi. 3. Conclusioni. Una tesi eclettica.
Successivo

3. Conclusioni. Una teoria eclettica.

In realtà queste teorie sono solo apparentemente diverse. Vediamo perché. La realtà è una. La conoscenza e la verità, se esistono, sono una. Abbiamo anche visto, in nostri precedenti articoli (e nel libro “Viaggio alla Ricerca di Dio”), come tutte le tradizioni sapienzali, spirituali, e religiose, affermino, in sostanza, le stesse verità fondamentali. Tutte le precedenti teorie, dunque, portano a un’unica conclusione. In particolare:
  • Gli zingari, a quanto pare, venivano dall’Egitto (il termine gitani deriverebbe dalla piana di Giza). Non a caso, la regina degli zingari è Sara la nera; ogni 22 maggio si celebra la festa degli zingari a Saint Maries de la mere, in Francia e Sara era la schiava egiziana di Maria Maddalena che approdò sulle coste della Provenza insieme ad altri seguaci di Cristo; schiava che, essendo sempre stata accanto alla principale discepola di Gesù, acquisì conoscenze esoteriche, nonché una saggezza, straordinarie, e per questo motivo venne riconosciuta come regina degli zingari.
  • La cabala ebraica è riconducibile alla sapienza egiziana; basti ricordare che Mosè effettuò la sua formazione spirituale presso il faraone Akenaton; era cioè stato iniziato ai misteri egizi, di cui la dottrina e la sapienza cabalistica ebraica costituiscono una discendenza diretta:
  • I templari attingevano le loro conoscenze dalla Cabala, dall’alchimia, dal sufismo, e così pure, successivamente Rosacroce e templari, nonché la massoneria. In definitiva, tutte queste tradizioni si ricollegano alla sapienza dell’antico Egitto.
  • Da questo punto di vista hanno ragione anche quei pochi studiosi che hanno azzardato un’origine Saracena (comprovata dallo storico Covelluzzo, che nella sua “Storia di Viterbo” afferma essere stati importati a Viterbo, nel 1379, dai saraceni). L’islam infatti deriva dal ceppo delle religioni abramitiche, da Mosè, e dunque ancora una volta dagli egizi.
Non c’è quindi da meravigliarsi se, nei secoli scorsi, ciascuno ha visto solo una verità parziale sull’origine dei tarocchi, essendo la possibilità di studio e confronto tra varie tradizioni più limitata rispetto ad oggi. Attualmente però, può affermarsi, d’accordo con Waite, che i tarocchi sono una sintesi di tutte le tradizioni sapienzali, le quali hanno necessariamente un’origine unica. I tarocchi sono costituiti da simboli universali, validi per tutte le tradizioni e in ogni contesto spirituale. Ed ecco spiegato il motivo per cui ciascuno vi vede, al loro interno, qualunque cosa possibile, senza con ciò affermare nulla di errato. Se fino al 1200 non vi era traccia dei tarocchi, è dovuto alla feroce repressione che la Chiesa Cattolica, in occidente, effettuava su qualunque eresia spirituale e/o religiosa, si che le dottrine dei Giovanniti dovevano esser tramandate in segreto, per evitare le persecuzioni. Dal 1200 in poi emerge piano piano una forte opposizione al potere ufficiale di allora; i tarocchi cominciano timidamente ad apparire, e infine, a partire dal 1800 in poi, possono essere studiati, rimaneggiati, e diffusi liberamente. Da questo punto di vista, si armonizzano e trovano la loro giusta collocazione anche altre teorie, sempre recenti, come quella di Bozzelli che, nel libro “Tarocchi, il vangelo segreto”, vede dei collegamenti con le dottrine esoteriche del Cristianesimo, e in particolare nella figura dell’arcano 22 Maria Maddalena, che ricompare nell’arcano 21 (il giudizio) davanti alla tomba di Cristo risorto. I templari veneravano infatti la Maddalena, e appartenevano a quella corrente esoterica del Cristianesimo detta “Giovannita”; ma tale corrente è ricollegabile a Cristo, agli Esseni, e dunque ancora alla tradizione ebraica e cabalistica, e dunque ancora a quella egiziana, ricollegabile a sua volta a quella Zoroastriana. I tarocchi sono, quindi, una sintesi simbolica della tradizione unica sapienziale, che scorre in tutte le correnti spirituali, e da cui esse tutte discendono. Si può quindi concludere, con Waite, che “i tarocchi raffigurano i valori simbolici di idee universali, dietro i quali si celano i valori inespressi della mente umana. Le dottrine segrete in essi depositate non sono altro che il conseguimento da parte di pochi delle verità insite nella coscienza di tutti ma non percepibili dall’uomo qualunque. La mia tesi è che queste dottrine siano sempre esistite, che siano state elaborate dalla coscienza di una eletta minoranza, trasmesse segretamente e trascritte in misteriosi testi come quelli dell’alchimia e del cabalismo”. In altre parole, nei tarocchi è racchiusa la sapienza egizia, rosacrociana, templare, cabalistica, zingara, islamica e cristiana. Per questo motivo ognuno degli studiosi precedenti ha percepito una parte della verità complessiva e ciascuno di essi ha ragione; ma è solo dalla riunione di tutte le teorie che si può avere il quadro completo.Per approfondire, la puntata di Forme d’Onda sui Tarocchi:

Forme d’Onda – puntata 21. Tarocchi, sapienza universale: con Paolo Franceschetti

GRANDE NOVITA' LETTURA DEI TAROCCHI

Da oggi è possibile fare una lettura dei tarocchi completamente GRATIS. E' molto semplice basta andare su questa pagina: Lettura di tarocchi gratis online

Successivo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here