I tarocchi di Marsiglia

Un'affascinante teoria alternativa sulla nascita dei tarocchi di Marsiglia

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1. Introduzione

Secondo gli studiosi più accreditati (Giordano Berti, Stuart Kaplan) il mazzo di tarocchi di Marsiglia non è nato a Marsiglia. L’aggettivo Marsigliese entra nell’uso corrente dal 1930, quando la fabbrica marsigliese Grimaud produsse una riedizione di un mazzo di tarocchi che veniva stampato a Marsiglia nel 1760, da Nicolas Conver, e veniva chiamato “tarocco italiano”. Il tarocco di Marsiglia, quindi, almeno in origine, veniva chiamato italiano. Tuttavia esiste una teoria, affascinante, e non priva di qualche riscontro, che ricollega questo mazzo proprio a Marsiglia. La troviamo esposta nel sito Scienze astratte, in un articolo scritto da Andrea Fontana. Dunque, secondo alcuni studiosi l’origine dei Tarocchi risalirebbe al I secolo d.c. e sarebbero stati rielaborati in Francia, a Marsiglia, da Maria Maddalena e dai suoi discepoli. Questo tarocco sarebbe stato conservato nei secoli successivi da un Ordine monastico, detto i Cassiniti. Tale ordine fu fondato dal monaco Giovanni Cassiano, che nacque intorno al 365 d.C. nelle regioni dell’attuale Romania e visse quasi per un ventennio nei deserti d’Egitto. Cassiano fu discepolo di Evagrio Pontico, il grande ispiratore del monachesimo orientale, e venne a conoscenza di insegnamenti segreti (probabilmente risalente a Cristo e alla Maddalena) di cui non aveva mai sentito parlare in precedenza. Verso il 415 d.C. Cassiano fu inviato dal Papa Leone in Francia, a Marsiglia con il compito di fondare un monastero, l’Abbazia di San Vittore, e con lo scopo di restaurare il monachesimo occidentale su modello di quello orientale da lui stesso appreso e vissuto. Nel 1337 è stato rinvenuto negli statuti dell’Abbazia di San Vittore il più antico riferimento ai Tarocchi attualmente conosciuto, cioè la menzione del divieto di svagarsi con il ‘paginae’, voce che secondo alcuni studiosi indicherebbe l’arcaico nome del gioco di carte, poiché “pagina” significa pergamena, in quanto in una citazione del 1408 i termini “carta per giocare” e il più generico “carta” si riferivano allo stesso gioco. Se questa versione sia credibile non è dato saperlo. Quello che colpisce, però, è che essa coincide con gli studi di Philppe Camoin, e sui collegamenti che questo studioso effettua tra i tarocchi e il cristianesimo esoterico riconducibile a Maria Maddalena. Camoin è l’erede di una famiglia di stampatori di tarocchi, marsigliese, e riconducibile a Nicolas Conver. Se teniamo presente che Maria Maddalena, secondo alcune cronache, approderebbe proprio a Marsiglia, questa tesi sarebbe senz’altro da approfondire. Camoin, insieme ad Alexandro Jodorosky, ha cercato di ricreare l’originale tarocco di Marsiglia, vagliando e aggregando tutti gli originali in nostro possesso e sparsi un po’ ovunque nelle varie collezioni mondiali. Quello che vi presentiamo è il mazzo originale Marsigliese. Se volete vedere il mazzo dei tarocchi di Marsiglia, così come ricostruito da Jodorosky – Camoin, potete vederlo a questo indirizzo: https://enciclopediadeitarocchi.com/jodorowsky-camoin-tarot/

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